venerdì 24 novembre 2017 ore 21.15

BRENDOLA OPERA FESTIVAL

MUSICABRENDOLA OPERA FESTIVAL

L'ORO DEL RENO

Mercoledì 26 maggio 2010, ore 20:00

L'ORO DEL RENO

L'ORO DEL RENO

 

di R. Wagner

 

dal Teatro alla Scala di Milano 

 

Tutti in fondo al Reno, nell'età dell'oro dell'antichità pagana in terra tedesca. Poi sotto terra, nel regno dei Nibelunghi. Infine lassù, nella reggia del Walhalla, Olimpo degli dèi germanici, circonfusa dai colori dell'arcobaleno. Prologo in un atto unico della Tetralogia (L'anello del Nibelungo).  L'oro del Reno mostra il peccato originale del potere, edificato su slealtà e inganni, e sulla rinuncia all'amore. Da qui si entra nel labirinto delle simbologie wagneriane. Come scrisse Nietzsche: "Un enorme sistema di pensiero, senza la forma concettuale del pensiero". La musica con cui Wagner narra grovigli di storie è un viaggio nell'inconscio. Il regista belga Guy Cassiers, che ha stupito l’Europa con spettacoli originalissimi, inizia alla Scala un nuovo, attesissimo Ring. E dirige Barenboim, wagneriano perfetto.

Direzione di Daniel Barenboim, regia di Guy Cassiers

 

Scene di Guy Cassiers e Enrico Bagnoli, costumi di Tim Van Steenbergen

 

Luci di Enrico Bagnoli, video di Arjen Klerckx e Kurt d'Haeseleer, coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui

 

Personaggi:

 

Wotan:   René Pape

 

Donner:   Jan Buchwald

 

Froh:   Marco Jentzsch

 

Loge:   Stephan Rügamer

 

Alberich:   Johannes Martin Kraenzle

 

Mime:   Wolfgang Ablinger-Sperrhacke

Fasolt:   Hanno Müller-Brachmann

Fafner:   Timo Riihonen

Fricka:  Katharina Kammerloher

Freia:   Anna Samuil

Erda:   Anna Larsson

Woglinde:   Aga Mikolaj

Wellgunde:   Maria Gortsevskaya

Flosshilde:   Marina Prudenskaya

Scena prima

Alberich e le Figlie del Reno, illustrazione di Arthur Rackham

La prima scena si apre: le tre figlie del Reno (che hanno il compito di proteggere l'oro del Reno) stanno giocando nell'acqua. Il nano Alberich fuoriesce dalle viscere della terra e si ferma a guardarle; non si trattiene e proclama il suo amore per loro. Ma esse lo deridono; allora, infuriato, egli cerca di afferrarle. Nel frattempo l'oro del Reno si mostra; le tre rivelano il segreto potere del tesoro che custodiscono: chiunque sarà capace di forgiare con esso un anello, dominerà il mondo; per farlo però deve rinnegare l'amore. Ed Alberich maledicendo l'amore si impadronisce dell'oro e scompare.

Scena seconda

I giganti Fasolt e Fafner rapiscono Freia, illustrazione di Arthur Rackham (1910)

Wotan riposa accanto alla moglie Fricka. Ella lo sveglia. Discutono, poiché Wotan si è fatto costruire dai giganti Fasolt e Fafner una dimora celeste promettendo loro in cambio la sorella di Fricka, Freia. Tuttavia Wotan, completato il lavoro, non vuole accondiscendere al pagamento. I giganti si presentano e, se non accontentati, intendono rapire Freia, in difesa della quale sono pronti a intervenire i fratelli Donner e Froh, fermati in tempo da Wotan prima che si sparga sangue. Il semidio Loge propone una soluzione: rubare l'oro al nano Alberich che, nel frattempo, è riuscito a forgiare l'anello. Ma, ora che ne conoscono il potere, tutti sentono il desiderio di impossessarsene. I giganti rapiscono Freia: la terranno fino a che non avranno l'oro.

Scena terza

Alberich e i Nibelunghi, illustrazione di Arthur Rackham

Nel suo regno sotterraneo Alberich ha costretto in servitù i Nibelunghi e se ne serve per accumulare ricchezze. Perfino suo fratello Mime è picchiato e torturato, sebbene abbia realizzato per Alberich un elmo magico chiamato Tarnhelm, che dona a chi lo indossa il potere di mutarsi in qualunque cosa, o di diventare invisibili. Wotan con un inganno riesce tuttavia a fare prigioniero Alberich. Lo porta con sé in superficie.

Scena quarta

La dea Erda, illustrazione di Arthur Rackham

Per essere liberato Alberich dovrà consegnare il suo tesoro, compreso l'anello. Una volta liberato egli maledice l'anello affinché conduca alla rovina chiunque ne sia il possessore. Wotan ignora la maledizione e indossa l'anello, intenzionato a tenerlo per sé. Ma i giganti non si accontentano del tesoro: esigono anche l'anello. Wotan è costretto a cedere, anche se solo dopo che Erda, dea della terra e custode di conoscenze sul futuro, gli ha predetto un infausto destino, la seconda volta che avrà l'anello in mano. La maledizione comincia subito il suo effetto: Fafner, per avidità, uccide il fratello Fasolt e fugge col tesoro. Gli dei prendono possesso della loro dimora e l'oro non viene restituito alle figlie del Reno, che supplicano invano.

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Biglietto intero: 10.00 €
Non sono previste riduzioni sui prezzi dei biglietti.