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BRENDOLA OPERA FESTIVAL

MUSICABRENDOLA OPERA FESTIVAL

TRISTANO E ISOTTA

Venerdì 7 dicembre 2007, ore 17:00

TRISTANO E ISOTTA

Teatro alla Scala di Milano
Richard Wagner

Tristan und Isolde 

L’opera sarà presentata alle ore 16.30 dal Prof. Remo Schiavo

 

Direttore: Daniel Barenboim  

Regia: Patrice Chéreau  

Scene: Richard Peduzzi 

Costumi: Moidele Bickel 

Luci: Bertrand Couderc  

Personaggi                      Interpreti 

 Tristan                        Ian Storey

 

 Isolde                          Waltraud Meier

 Brangäne                      Michelle De Young

 Kurwenal                       Gerd Grochowski

 König Marke                   Matti Salminen

 Melot                            Will Hartmann

 Ein junger Seemann         Alfredo Nigro

 Ein Steuermann               Ernesto Panariello

 Ein Hirt                          Ryland Davies  

Composto tra il 1857 e il 1859 e ispirato a una leggenda che affonda le radici nelle tradizioni celtiche, Tristano e Isotta costituisce uno dei vertici dell’opera di Wagner e della musica romantica tout court. Il principio fondamentale dell’opera wagneriana fu il concorrere di tutte le componenti alla drammatizzazione della storia: testo, musica, allestimento scenico e recitazione avrebbero dovuto culminare nell’“opera d'arte totale”, coronamento dell’aspirazione romantica al superamento dei limiti e alla fusione delle arti.

 Atto primo

A bordo di una nave diretta dall’Irlanda in Cornovaglia, la voce di un marinaio risuona tra il sartiame. La canzone infastidisce Isotta, che Tristano sta conducendo in sposa al proprio zio, il re Marke. Isotta spera che la nave affondi piuttosto che raggiungere l’odiata destinazione; Brangäne, la sua damigella, cerca invano di calmarla, ma Isotta è resa ancor più furiosa dal comportamento di Tristano, che resta in disparte sul ponte di poppa ed evita ogni contatto con lei: portandola in sposa a Marke, Tristano non sta dimostrando alcuna considerazione per i sentimenti della giovane. Isotta manda Brangäne a chiamare Tristano, che si limita ad affidare all’ancella risposte cortesi ma evasive. Il servo di Tristano, Kurwenal, rimprovera aspramente Brangäne, ricordandole che Tristano non è uno schiavo agli ordini di Isotta. Imbarazzato dalla scortesia del compagno, Tristano allontana Kurwenal, ma non prima che quest’ultimo abbia intonato un verso insolente all’indirizzo del fidanzato di Isotta, Morold, ucciso in combattimento dallo stesso Tristano. I marinai ripetono il ritornello non appena Brangäne fa ritorno da Isotta, che inizia a ricordare di quando Tristano giunse in Irlanda per riscuotere le tasse per conto di Marke e uccise Morold, e di come lei stessa se ne prese cura e lo guarì usando le arti magiche apprese dalla madre. Allora, dopo aver scoperto di aver soccorso l’assassino del suo promesso sposo, Isotta aveva rimpianto la propria bontà – ma quando il giovane l’aveva guardata amorevolmente negli occhi, ne aveva avuto pietà. Ora, però, Tristano sta per consegnarla allo zio quasi fosse un oggetto. Isotta scaglia contro di lui una maledizione e si augura la morte per entrambi. Brangäne tenta di convincerla che non è un disonore andare in sposa a un re e che Tristano sta semplicemente facendo il proprio dovere, ma Isotta le risponde oscuramente: il comportamento di Tristano dimostra che lui non la ama. Quando Brangäne le rammenta di conoscere le arti magiche, Isotta le chiede di preparare un filtro mortale. Le grida che dal ponte annunciano terra in vista sono seguite dall’arrivo di Kurwenal, che ordina alle donne di prepararsi a sbarcare. Isotta ribatte che non seguirà Tristano finché questi non le chiederà scusa per le offese rivoltele. Kurwenal riferisce il messaggio al suo signore mentre Isotta incalza Brangäne a versarle la pozione. Tristano compare e si rivolge a Isotta con fredda cortesia. Quando questa gli dice di esigere soddisfazione per la morte di Morold, Tristano sfodera la propria spada e gliela porge: Isotta, tuttavia, non lo uccide. Un simile gesto, dice la giovane, andrebbe contro l’ospitalità di re Marke e contro le sue stesse intenzioni. Meglio sarebbe che lei e Tristano facessero pace con un brindisi. Pur avendo compreso che la ragazza intende avvelenarli entrambi, Tristano beve la pozione e lo stesso fa Isotta. Mentre attendono la morte, i due si scambiano sguardi pieni d’amore per poi gettarsi l’uno nelle braccia dell’altro. Non appena le voci dei marinai annunciano l’arrivo in Cornovaglia, Brangäne confessa di aver preparato una pozione d’amore anziché un veleno. 

 Atto secondo

In un giardino fuori del castello di Marke il suono dei corni annuncia la partenza del re e del suo seguito per una battuta di caccia. Ansiosa di incontrare Tristano, Isotta è convinta che il gruppo di cacciatori sia ormai lontano, ma Brangäne la mette in guardia da spie e delatori, in particolare da Melot, un cavaliere invidioso che ella ha sorpreso a spiare Tristano. Isotta ribatte che Melot è amico di Tristano, e ordina a Brangäne di esporre il segnale convenuto - una torcia accesa - così che Tristano possa avvicinarsi. Brangäne sa che questi incontri sono un’imprudenza, ma quando si rammarica di aver scambiato le pozioni, Isotta le risponde che è il potere dell’amore, che guida il destino di ciascuno, ad aver guidato la sua mano. Dopo aver posto di guardia l’ancella, è la stessa giovane a esporre la torcia e ad accogliere Tristano. Entrambi salutano il calare delle tenebre, che insieme alla luce scacciano anche le false apparenze. È il potere della luce del giorno, dice Isotta, che ha costretto Tristano a comportarsi secondo le convenzioni e a condurla dall’Irlanda alla Cornovaglia; la pozione, e la forza dell’amore, li ha invece liberati dalle false convinzioni. Protetti dalla complicità della notte, i due ne salutano l’abbraccio. La voce lontana di Brangäne ricorda loro che presto sarà giorno e che il pericolo è in agguato, ma i due amanti paragonano il loro abbandono alla morte, che sola donerà loro l’unione totale. Il loro idillio è interrotto da Kurwenal, che entra in scena con un tragico annuncio: il re e il suo seguito sono tornati, guidati da Melot, che ha denunciato i due amanti. Scosso e turbato, Marke svela che è stato lo stesso Tristano a spingerlo a sposarsi e a guidarlo nella scelta della sposa, e gli domanda come è possibile che il cavaliere da lui prediletto lo abbia tradito in tal modo. Tristano non sa rispondere: si rivolge a Isotta e le chiede se è disposta a seguirlo nel regno dei morti. La giovane accetta, e Melot si slancia in avanti con la spada sguainata. Ferito a morte, Tristano cade tra le braccia di Kurwenal.

Atto terzo

Fuori da Kareol, il castello di Tristano in Bretagna, il cavaliere giace ferito a morte, sorretto da Kurwenal. A un pastore che gli chiede che cos’abbia il suo padrone, Kurwenal risponde mestamente che solo Isotta e le sue arti magiche potranno salvarlo. Il pastore accetta di interrompere il triste motivo che sta suonando al flauto non appena dovesse scorgere una nave avvicinarsi. Agitandosi nel delirio, Tristano domanda dove si trovi, poi racconta di aver visitato il regno delle tenebre e di volervi fare ritorno. Ormai si attacca alla vita solo per poter rivedere Isotta e condurla con sé. Tristano ringrazia Kurwenal per la sua devozione, poi immagina di vedere avvicinarsi la nave di Isotta. Ma il pastore continua a suonare la sua triste canzone: all’orizzonte non si scorge alcuna nave. Tristano ricorda di aver già udito quel motivo da bambino, quando morirono i suoi genitori, e di averlo risentito più tardi, quando rischiò di essere ucciso nel duello contro Morold. Rimpiange che le pozioni somministrategli da Isotta in quel frangente non gli abbiano procurato la morte anziché riportarlo in vita per costringerlo a soffrire ora i tormenti del desiderio. Di nuovo cade in deliquio, di nuovo torna in sé e immagina il sorriso di Isotta mentre gli si avvicina. Finalmente la triste melodia del pastore si tramuta in un’allegra fanfara, e Kurwenal vede la nave. Tristano, agitato, si solleva e benedice il giorno che illumina il cammino di Isotta verso di lui. Liberatosi sprezzantemente delle bende, lascia che le sue ferite sanguinino così che Isotta possa curarle – “per sempre”. Non appena Isotta entra in scena, Tristano cade tra le sue braccia: lei lo supplica di vivere per trascorrere insieme un’ultima ora, ma il giovane è già morto. Il pastore scorge l’approssimarsi di un’altra nave: Kurwenald è convinto che a bordo vi siano Marke e Melot, assetati di vendetta. Sebbene Brangäne sia con loro, Kurwenal si rifiuta di ascoltarla e si getta all’attacco, uccidendo Melot e affrontando i servitori di Marke fino a cadere morto lui stesso. Marke, oppresso dal dolore, vede le spoglie di Tristano, mentre Brangäne cerca di risvegliare Isotta dicendole che il re è venuto a perdonare i due amanti. Ma Isotta, completamente immemore, ha la visione di Tristano che la chiama dall’aldilà e decide di seguirlo. Non appena Brangäne cerca di sollevarla, Isotta cade morta sopra il corpo di Tristano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Biglietto intero: 10.00 €
Non sono previste riduzioni sui prezzi dei biglietti.