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Una bambina di nome Maria

Sala della Comunità

9 dicembre 2013

Una bambina di nome Maria. La sua storia, antichissima, spiegata ai bambini attraverso il linguaggio dell'immaginazione, che comincia proprio dall'inizio, dal desiderio di mamma Anna e papà Gioacchino di avere una figlia. E poi continua, fino a quando Maria diventa a sua volta madre. 
È questo “La chiamarono Maria” la nuova produzione per ragazzi firmata La Piccionaia - I Carrara, che dopo il debutto  in Basilica Palladiana durante la 9a edizione del Festival Biblico, andrà in scena in Sala della Comunità domenica prossima, 15 dicembre, alle ore 16 nella rassegna Porta il papà a teatro. 
Con un racconto sospeso tra sacro e profano, dolce e poetico, a tratti ingenuamente comico, lo spettacolo riafferma il valore  della trasmissione orale tra le generazioni, la preziosità del rapporto madre-figlia e l’importanza del sacro.
Non è un caso se Ketti Grunchi, autrice e regista dello spettacolo, che vede l'accompagnamento dal vivo del musicista Davide Pilastro al violoncello, ha scelto di dividere la scena con la figlia quindicenne Delfina Pevere. «Quella dell'infanzia di Maria è una storia antica che può essere raccontata ai bambini. Una grande storia, che viene da lontano e che ha cambiato il nostro mondo. È questa la potenza delle storie o, come in questo caso, di un libro che restituisce all'infanzia la storia della nascita di Gesù, collocandola in una narrazione per i bambini sul desiderio e la sacralità della maternità. Il risultato è un racconto poetico e sospeso di un annuncio, di un sì, di un grande mistero».

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