giovedì 26 aprile 2018 ore 21.29

NEWS

Una bella amicizia non ha mai ucciso nessuno

Una bella amicizia non ha mai ucciso nessuno

28 gennaio 2016

Ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival ed è uscito nelle sale in Italia in sordina lo scorso dicembre. Si intitola Quel fantastico peggior anno della mia vita, in originale Me and Earl and the Dying Girl; è tratto dall’omonimo libro di Jesse Andrews, ed è diretto da Alfonso Gomez-Rejon.
Se pensate di vedere la copia lacrimevole di “Colpa delle Stelle” avete capito male; se immaginate di trovarvi dinanzi alla classica commedia giovanilistica tipo “10 cose che odio di te” avete sbagliato ancora.
Non è un film citazionista e nemmeno, a modo suo, un film rivoluzionario. Ma è tutte queste cose messe assieme. Contemporaneamente. Me and Earl and Dying Girl – dopo l’incredibile Whiplash – è l’ennesima dimostrazione che il “metodo” Sundance funziona. E funziona soprattutto adesso, in questi anni, mentre al cinema tornano reboot, vecchi titoli, sequel e i cinecomic la fanno da padroni. È un film intimo: il protagonista, Greg, è un ragazzo introverso che ha vissuto il liceo stando sempre in disparte, provando ad essere amico di tutti (il che significa di nessuno) e senza mai essere, nemmeno per un istante, se stesso.
Earl, che è suo amico, ma che Greg si ostina a definire “collega” per la paura di essere deluso, gli fa compagnia a pranzo e lo aiuta nel girare piccoli film, tutti rivisitazione in chiave ironica di grandi classici del cinema. La “Dying Girl”, la ragazza che sta morendo cioè, si chiama Rachel. Le è stata diagnosticata la leucemia e Greg viene costretto da sua madre a passare del tempo con lei.
Presentati i personaggi, non resta che il film: che non è né un teen movie, né un film sul cancro. È, invece, un film con una storia e una trama ben precise, con personaggi ben caratterizzati; con un approccio (alla materia e al cinema) originale e, allo stesso tempo, già visto. Un libro che viene scritto pagina dopo pagina, con una divisione a capitoli (à la Quentin Tarantino), e una passione, quella per il cinema, che viene costantemente inserita in ogni scena, in tutti i momenti: la musica di Ennio Morricone, le inquadrature che ricordano Wes Anderson, frame e immagini ripresi da piccoli, grandi cult e la parrucca di Rachel, un chiarissimo omaggio a Closer di Mike Nichols.
* Giovedì 28 gennaio ore 21
La 2a edizione del Cineforum-edizione d'Inverno presenta:

Tutte le news…