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Il genio ribelle che danzava per la libertà

Il genio ribelle che danzava per la libertà

21 novembre 2019

Carla Fracci il giorno della morte di Rudolf Nurejev, avvenuta nel 1993, lo definì "la luce del mondo del balletto". La vita del "corvo bianco" viene oggi raccontata dal film di Ralph Fiennes "Nureyev: the White Crow" che presenta la giovinezza e la scalata al successo del più grande talento della danza. Nato nel 1938 su un treno in corsa, figlio di contadini, univa con una tempra inscalfibile la disciplina sovietica alla libertà artistica di un vero genio. 
«È un ritratto dell’artista da giovane, con tutti i suoi contorni frastagliati e la sua solitudine, la sua immaginazione e la sua malizia. Ci sono durezza e spietatezza in lui, ma è la giovinezza a cercare di realizzare se stessa. E lo trovo molto commovente», spiega Ralph Fiennes. 
Il film si concentra sulla forte personalità di Nurejev: orgoglioso, testardo, a tratti insopportabile ma capace di grandissime passioni. Come quella verso l'amica francese Clara Saint "complice" della sua decisione di staccarsi per sempre dall'URSS, dopo il suo viaggio a Parigi nel 1961. Nurejev "il disertore" che volta le spalle alla sua Patria perché vuole scoprire il mondo, "il corvo bianco" fiero e libero per natura, con alle calcagna i funzionari del KGB. 
Il 9° film della rassegna autunnale Vo’ al Cinema, nel mese del 30° anniversario (il 9 novembre) della caduta del Muro di Berlino, rappresenta uno spaccato della Guerra Fredda e la sfida dell'artista ad un'intera Nazione ed una Ideologia, che rinnegherà in nome della libertà.
 
* Giovedì 28 e Venerdì 29 novembre, ore 21

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