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Una mela tra Apple e Alan Turing?

Sala della Comunità

27 ottobre 2015

Sono passati due anni da quando Alan Turing è stato ufficialmente riabilitato dalla Corona inglese, con somma gioia di quanti hanno lottato per vedere esaltata la memoria di un genio. Ma è bastato un anno perché il fantasma di Alan Turing saltasse fuori dalle pagine della storia per infilarsi prepotentemente in quelle della cronaca. Cronaca dello spettacolo, perché la cinematografia non aspettava altro che il "royal pardon" di Elisabetta II per raccontare l'incredibile storia dello scienziato con il film "The Imitation Game" che aprirà la 2° edizione di Vo’ al Cinema, in versione autunnale, da giovedì sera 29 ottobre alle ore 21 ed in replica sabato 31 ottobre, sempre alle 21. E cronaca nera, perché riprende fiato la teoria del complotto sulla fine di Turing: nel 1954, Alan chiuse la sua esistenza all'età di 41 anni dando un morso a una mela intrisa di cianuro, nella sua camera a Wilmslow. Questa, almeno, è la fine della storia sposata dall'ufficialità.

Alan Turing resterà comunque e per sempre lo scienziato che decifrò il codice Enigma e con esso le trasmissioni naziste, contribuendo in modo decisivo alla vittoria degli alleati contro Hitler. Furono le ricerche guidate da Turing a Bletchley Park e il calcolatore "Bombe" da lui messo a punto ad accelerare la decriptazione dei messaggi generati dalla macchina elettromeccanica sviluppata da Arthur Scherbius dal 1918, orgoglio dell'ingegno tedesco al servizio della produzione bellico-industriale, successivamente modificata per sfuggire alla caccia di un altro matematico dei servizi polacchi, Marian Rejewski.
Turing permise agli alleati di conoscere i piani delle forze dell'Asse e avere più facilmente la meglio sugli italiani nel Mediterraneo, sui tedeschi in Africa, di sfuggire all'agguato dei sottomarini del Reich nell'Atlantico. Alan Turing amava rilassarsi correndo. Gli piaceva così tanto da percorrere i classici 42,195 Km della maratona in tempi degni della convocazione nella nazionale inglese. Alan correva, con la testa e con le gambe. E la sua velocità abbreviò la durata del conflitto, rendendo il tempo che restava alla caduta di Hitler misurabile in vite umane salvate.
Ma era il futuro, non la guerra, il vero orizzonte di Turing. Le sue teorie posero le basi per l'avvento dell'era dei computer e i suoi studi sull'intelligenza artificiale tutt'ora informano il dibattito sulla possibilità di una coscienza delle macchine. Turing ideò anche il prototipo di un programma per il gioco degli scacchi virtuale. 
Si dice che un riconoscimento a quegli studi sarebbe proprio la celebre mela morsicata simbolo della Apple. Cupertino non ha mai avvalorato ufficialmente quel tributo, ma di certo fu Alan Turing a completare la realizzazione del primo computer, il celebre Mark 1, all'Università di Manchester. Orgogliosa di quel primato, nel 1994 Manchester non attese i 20 anni che sarebbero trascorsi per arrivare al royal pardon per intitolare allo scienziato una strada, la "Alan Turing Way". Ed era il 2001 quando, nei giardini di un parco prossimo al quartiere gay, comparve una statua di Turing, seduto su una panchina. Omaggi all'epoca obbligatoriamente silenziosi, mentre oggi la celebrazione di Alan Turing deflagra in piccole e grandi iniziative.

La 2a edizione di Vo' al Cinema - edizione d'Autunno presenta:
THE IMITATION GAME
Un genio, un segreto ed ... un ENIGMA
Giovedì 29 ottobre, ore 21
e in replica Sabato 31 ottobre, ore 21

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