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Un mostro dalle labbra sensuali e attrattive

Un mostro dalle labbra sensuali e attrattive

5 aprile 2018

Christopher Orr ha scritto sull’Atlantic che è «un film con un mostro, una favola romantica, un’ode al cinema classico, una parabola sulla tolleranza e un thriller di spionaggio». Alejandro G.Iñárritu, vicitore di 2 Oscar, ha detto che è anche difficile immaginare qualcuno in grado di pensarlo, un film come La forma dell’acqua. Del Toro, regista del film, ha raccontato più volte che questo è il suo film migliore e più personale, e che dopo essersi ispirato per anni ai suoi incubi di ragazzo, ha scelto di ispirarsi ai suoi sogni. Tra l'altro del Toro ha scelto di raccontare questa storia risparmiando quando possibile sugli effetti speciali, e usare i soldi per altre cose. Un esempio: la prima scena del film, quella nell’appartamento di Elisa, è fatta con una vecchia tecnica nota come dry-for-wet, asciutto-per-bagnato. Sembra che tutto sia sott’acqua ma non ci sono né acqua né costosi effetti speciali. Ci sono solo dei cavi che tengono appese le cose e particolari luci e ventole che, combinate con una ripresa rallentata, fanno credere che ci sia l’acqua. 
Del Toro ha spiegato che voleva fosse il più vero possibile, soprattutto perché protagonista di una storia d’amore: non era solo uno strano essere di cui aver paura, doveva essere una creatura verso cui provare empatia. L’artista britannico Mike Hill ha lavorato per 3 anni alla creatura ed è partito dalla forma delle labbra perché «è lì che guardi se stai per baciare qualcuno». Hill ha spiegato che la difficoltà era disegnare linee e forme che all’inizio facessero paura, ma che potessero col tempo diventare «sensuali e attrattive».
 
* Giovedì 5 e Venerdì 6 aprile, ore 21
La 4a edizione di Vo' al Cinema presenta:

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