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"Non si abbandona la vita ... lasciando qualcosa in sospeso"

24 febbraio 2016

Il nuovo straordinario capitolo sul personaggio di Sherlock Holmes firmato Bill Condon è riassumibile in questa semplice battuta: “I can’t remember”. Un assillante e ripetuto vuoto di memoria che l’anziano investigatore rivive oramai ottuagenario davanti alla carta bianca di un romanzo quasi biografico che non riesce a scrivere. Del resto era stato il fidato dottor Watson ad aver inventato l’icona, il mito, la leggenda dell’infallibile e sagace detective, scrivendo di proprio pugno i racconti a puntate che lo resero famoso. 
L’idea di Condon, tratta dal romanzo A Slight Trick of the Minddi Mitch Cullin, è quella di lavorare non tanto sulla perspicacia dell’investigatore quanto sulla possibilità che Sherlock (un superbo Ian McKellen) risulti impreciso nel ricordo, che i dettagli fisici e materiali di un presunto assassino o cliente finiscano per evaporare nello scorrere nebuloso del tempo.
Siamo nel 1947 tra le mura gentili di una casa di campagna a picco sulle bianche scogliere. Un Holmes ingobbito e stanco, quasi vicino alla morte, prova a ricostruire le vicende carta penna e calamaio di quell’ultimo caso, una donna misteriosa e sfuggente, che lo fece smettere di lavorare per sempre. Ad aiutarlo in questa costante riflessione sul proprio recondito passato, ci si mette il figlio dodicenne della governante che lo ospita. La dialettica tra anziano e ragazzino è il centro di un delicato rapporto tutto intessuto di metafore e consigli che i due quasi si rimbalzano l’un l’altro. 
Nella lunga trafila degli Holmes rievocati e resuscitati al cinema Condon ci regala un Ian McKellen che in tarda età ha ritrovato una seconda giovinezza professionale con un Holmes crepuscolare, irraggiungibile e definitivo. In poche parole Mr. Holmes è un film imperdibile.
 
* Giovedì 25 febbraio, ore 21
Sherlock come non l'avete mai visto

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