domenica 21 gennaio 2018 ore 13.38

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Pino Costalunga, cin cin al 25° Porta il papà a teatro

Sala della Comunità

19 ottobre 2015

Io di teatri ne ho abitati davvero tanti: - sì, “abitare” è la parola che mi piace di più usare quando parlo del recitare in  un teatro - teatri piccoli e teatri grandi, sia come spazio scenico sia come capienza di pubblico, teatri vecchi e teatri nuovi, teatri pieni di polvere e teatri puliti, teatri belli e teatri brutti, teatri italiani e teatri stranieri. Ma uno dei teatri che ho amato e amo di più abitare è proprio il teatrino di Vo’ di Brendola: né grande né piccolo, un po’ d’altri tempi ma anche nuovissimo, sempre pulito e se ha un po’ di polvere ogni tanto è quella poca che serve all’attore per dire “ho respirato la polvere del palcoscenico!”. Bellissimo, perché in quel teatro la parola abitare ci sta proprio a pennello. Quando ci reciti il respiro dell’attore è quello del pubblico che è lì, vicino a te e abita la stessa  tua “casa”. I camerini poi hanno le finestre che danno su uno scorcio meraviglioso di paesaggio (d’altra parte Vo’ di Brendola è un piccolo gioiello nei colli Berici) e l’attore che ci viene, prima ancora di andare in scena, si riempie talmente gli occhi e il cuore di bellezza e gioia, che recitare diventa presto e facilmente un gioco. Ma a Vo’ di Brendola recitare è davvero un gioco che l’attore fa con il pubblico dei bambini e dei loro genitori,  ma un gioco dove ognuno si diverte perché ha imparato a rispettare le regole. Perché la Rassegna “Porta Papà a Teatro” ha educato generazioni al linguaggio teatrale, che è molto diverso dal linguaggio televisivo o cinematografico. Il teatro esige concentrazione e silenzio da parte del pubblico, che non sono sempre scontati, soprattutto fra un pubblico di bambini che invece sono abituati alla televisione, davanti alla quale ognuno può fare quello che vuole, o ai giochi del computer che pretende un continuo botta e risposta. E quello che è chiaro agli organizzatori e al pubblico sempre numeroso del teatrino di Vo’ di Brendola è che  il teatro per i bambini non ha solo una funzione di puro intrattenimento, no: ha anche una funzione educativa, insegna il  rispetto di chi sta agendo (dell’attore), agisce sulla capacità di concentrazione e  ascolto (che sono pretesi per poter capire una storia e dare la possibilità all’attore di raccontarla al meglio), racconta storie che possono sempre poi essere discusse a casa e diventare materia di grandi e bei discorsi sui diversi aspetti della vita, sia quelli semplici, che quelli difficili. 
Insomma, in occasione dei 25 anni della Rassegna “Porta Papà a Teatro” auguro così tanta vita e tanta fortuna che spero che i bambini di oggi tornino coma “papà” domani, come “nonni” dopodomani e come bisnonni e trisnonni più avanti ancora…perché il Teatro per Bambini è anche un Teatro per Adulti: con una sola differenza rispetto al Teatro per soli Adulti: è molto più bello e divertente!
Lunga Vita alla Rassegna “Porta Papà a Teatro” di Vo’ di Brendola
Pino Costalunga (direttore artistico di Glossa Teatro e Fondazione Aida)
 
25 ANNI DI TEATRO PER RAGAZZI

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