venerdì 19 gennaio 2018 ore 18.01

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Una sentenza giusta? Una sentenza azzardata?

Sala della Comunità

27 marzo 2015

Sette personaggi. Sette. Incastrati l’uno nell’altro. Aggrappati ai brandelli dell’idea che li ha condotti fino all’ultimo gesto. Sette personaggi, convinti e dispersi. Sanno. Almeno all’apparenza. Pronti a scontrarsi nel ciò che sarebbe dovuto essere. Pronti a difendere strenuamente le proprie idee. Le proprie posizioni, le proprie scelte. Questo, Il Processo. Un’analisi fredda e cinica della vicenda più famosa al mondo: Gesù, crocifisso. Il percorso non sempre chiaro di come si sono svolti gli eventi. Il Processo nasce da un’interpretazione del più famoso Processo a Gesù di Diego Fabbri, scritto ormai nei primi anni cinquanta, molto prima di alcune scoperte archeologiche chiave per la visione storico letteraria della Galilea, di Roma, del pensiero filosofico. In questo processo “nessuno muore”, il morto già c’è. Il giudizio è ben chiaro alle porte della storia. Il “nazoreo” esseno, condannato alla crocifissione dopo scherno e fustigazione deve morire. Una sentenza giusta? Una sentenza azzardata? Una sentenza politica? L’intreccio tra la compravendita delle cariche religiose, il dominio romano e l’esaltazione del popolo sono solo il contorno allo scorrere del passato. Roma, il Tempio, il mago. Miracoli improbabili d’un evidenza plateale. “Qualcuno lo chiamava messia”. E parole, dettagli, cure affinate dalla perfezione della ripetizione. Tutto prende piega e forma come fosse semplicità. Il carnefice, il tramite, la madre, la spettatrice. La peggiore delle donne. Un giudice a condurre. Un bambino a seguire. Sette personaggi avvolti nella storia millenaria.
* Sabato 28 marzo, ore 21
* Domenica 29 marzo, ore 18
La Bottega Teatrale di Pappamondo presenta

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