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La storia della pittrice dei bimbi dai grandi occhi tristi

Sala della Comunità

16 marzo 2015

Non è una coincidenza che la storia di Big Eyes , centrato sulla bizzarra relazione coniugale e artistica tra Walter e Margaret Keane, abbia inizio nel 1958, l'anno in cui il regista del film Tim Burton è nato.
Tra l'autore di Edward Mani di Forbice , Ed Wood e del più recente Dark Shadows , e la figura di Margaret Keane e quei bambini, ritratti con enormi occhi melanconici e spaventati, c'è sempre stata un'affinità elettiva. «Ricordo i suoi quadri quando ero piccolo, quei ritratti strani erano dappertutto. Nei primi anni '60 quei lavori erano diventati la più eccelsa rappresentazione del kitsch nell'arte popolare, adorata sia dalla critica che dalle masse: fu la prima volta che l'arte veniva venduta in forma di poster anche nei supermercati. Andy Warhol legittimò la Keane dicendo: «Beh, se piace tanto alla gente vuol dire che un valore artistico ci dev’essere... se piace non può essere brutto». Il guaio fu che per decenni la firma Keane stava a significare Walter, non Margaret. Lui, non lei. 
Così fu (la serie Big Eyes era esposta dovunque, negli anni '60 in Usa), fino a che, una decina d'anni dopo tremende repressioni e frustrazioni, Margaret, dopo aver divorziato dal manipolatore Walter, decide di parlare …
 
* Giovedì 19 marzo, ore 21
Vo’ al Cinema - il cineforum al giovedì presenta:

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