lunedì 22 gennaio 2018 ore 10.43

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Uno straordinario inno alla femminilità

Uno straordinario inno alla femminilità

2 marzo 2016

Sono cinque sorelle, orfane, tra i 12 e i 16 anni, e la loro vita è come un paradiso terrestre di risate e di giochi in mezzo alle onde del Mar Nero, insieme ai compagni di scuola del loro piccolo villaggio nel nord della Turchia. Ma la condizione riservata alle donne in questo Paese si abbatte presto su questo gruppo tutto al femminile (“Tutto il villaggio parla della vostra oscenità”) e la loro famiglia (nonna e zio) decide di riprenderle con loro, prepararle e catapultarle verso i loro destini di future spose. Questo è il punto di partenza di Mustang, opera prima della regista turca Deniz Gamze Ergüven, molto apprezzata alla Quinzaine des réalisateurs della 68ma edizione del Festival di Cannes e candidata agli Oscar 2016 quale Miglior Film Straniero.
Scegliendo di raccontare questa storia attraverso gli occhi (e la voce fuori campo) della sorella più giovane, l’irriverente e ribelle Lale (Günes Sensoy), la regista inietta nel film un umorismo salvifico, una dinamicità rivendicativa, un ottimismo solare che compensa gli aspetti più bui della storia. Il tutto si sviluppa in una sceneggiatura (scritta dalla regista a quattro mani con la francese Alice Winocour) molto ritmata e discretamente ispirata alla classica struttura dei racconti (l’eroina deve riuscire a superare delle prove per potersi liberare).
Dopo la denuncia da parte dei vicini per il loro comportamento innocente ma percepito come scandaloso, le cinque sorelle vedono il loro quotidiano trasformarsi radicalmente: “Ci è stata vietata qualunque cosa possa corromperci” (trucco, computer), “la casa è diventata una fabbrica di spose da cui non uscivamo mai”, “ci toccava indossare vestiti informi di un colore di merda”. 
 
* Giovedì 3 marzo, ore 21
La 2a edizione del Vo' al Cinema-edizione d'Inverno presenta:

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