sabato 21 luglio 2018 ore 17.28

LA LOCANDEJRA

Sabato 30 agosto 2014, ore 21:00

La Sala della Comunità, l'Assessorato alla Cultura e la Proloco di Brendola presentano:

LA LOCANDEJRA

La Sala della Comunità, l'Assessorato alla Cultura e la Proloco di Brendola presentano 
per la rassegna TEATRO INCONTRI 2014 promosso dalla Provincia di Vicenza e Comune di Brendola
 
la compagnia La Piccionaia - I Carrara di Vicenza in 
LA LOCANDEJRA
presso il centro ricreativo Don Giuseppe De Facci a Vò di Brendola
INGRESSO LIBERO 
 
di David Conati, Titino Carrara e Giorgia Antonelli
con Titino Carrara, Giorgia Antonelli e Marco Zoppello/Pierangelo Bordignon
regia Titino Carrara
 
Riscrittura da “La Locandiera” di Carlo Goldoni, con molestie letterarie sottratte a Pablo Neruda, Gabriel Garcia Marquez, Isabel Allende, Garçia Lorca, Carlos Fuentes, Robert Rodriguez, Roberto Lerici, De Andrè, Guccini e, più in basso ma con pensiero elevato, alcune perle da Bacio Perugina. 
Dopo avere interpretato per un periodo pari alla mia memoria tutti i ruoli de “La Locandiera” di Goldoni, Conte, Marchese, Cavaliere, Fabrizio, il Cameriere del Cavaliere, persino una Commediante... l’unica parte che mi restava da fare era Mirandolina. 
"La faccio o non la faccio?” 
“La faccio al femminile:... mi travesto?... No!”
“La faccio al maschile: ribalto i ruoli, la Locandiera diventa il Locandiere e gli spasimanti ‘le’ spasimanti...” 
... ma la coperta era sempre un po’ troppo corta, legata sì ad una idea giocosa e compiacente ma che non rendeva giustizia al senso. E allora bando all’amor proprio: rinnovare ma senza distruggere, ricamare sulla struttura narrativa originale, colmare la distanza del tempo, il ritardo e proporre linguaggi e situazioni che parlino al pubblico di oggi. 
Titino Carrara
 
La vicenda: Nella Locanda Villahermosa, si rifugiano degli improbabili personaggi:
El Comandante: Se la prende con gli uccelli che volano liberi sul profilo del tramonto. Non ci sono margini contro il peso dell’oppressione: “Combattere o arrendersi!... O libero o dentro la gabbia”, e nel tempo “dell’Inganno Universale” l’unica alternativa è alzare la testa e limare le sbarre. Libertà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va. El Comandante, incantato dalla invincibilità della Locandera, ne rappresenta il tratto passionario. 
Chemin de Fer: anarchico, solitario, dall’anima ammalata... vaga per la Locanda in cerca di un amore “indipendente e progressista” da vero rivoluzionario. Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga presto il tempo in cui ci si innamori. Chemin de Fer: l’anima anarchico-poetica. 
Knife Smith: El Gringo armato di fodero di chitarra (sarà una chitarra poi?). Refrattario al fascino femminile?... no, Rivoluzionario. E il Rivoluzionario non può concedersi il lusso degli affetti, il Rivoluzionario è come il Santo, lascia tutto e invece della croce prende il coltello. El Gringo gioca con Mirandolina il ruolo di finto misantropo e la fa cadere nella rete dell’incanto amoroso. Ma chi gioca con il fuoco prima o poi si brucia. 
Mirandoliňa: non mancherà di restituire il “favore” al Gringo. Può contare su molte armi. Prima fra tutte il cibo: Mangiare è un piacere liberatorio, un affondo gustativo di particolare raffinatezza... Poi il temperamento passionario: Meglio morire in piedi che passare una vita in ginocchio. È un personaggio reso solido da un progetto di vita impegnativo: “la donna pensante”, individuo sensibile alla coscienza sociale e capace di decisioni pesanti. “Nel tempo dell’Inganno Universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. 
Pancho Pedro: servo, vive e lavora il meno possibile nella locanda. Innamorato della locandera più per convenienza che per amore; geloso del gioco che si dipana fra Mirandolina e il Gringo, alla fine chinerà il capo alleandosi alla comune idea di ribellione all’oppressione architetta dai tre improbabili ospiti della locanda. 
 
Alla fine della missione: resta solo da giocare un ultimo brandello di cuore.
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